
"Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettare risultati diversi". - (Albert Einstein)
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giovedì 28 novembre 2019
Interessanti
sono anche gli studi del dottor Masaru Emoto:
«Mi appassionai e approfondii
lo studio dell’acqua. Col tempo mi convinsi che l’acqua assorbiva informazioni.
[…]
Nel corso dei miei numerosi
anni di ricerche, sono giunto alla conclusione che la qualità dell’acqua muta a
seconda dell’informazione che essa riceve. […] Dovevo trovare una prova
materiale a sostegno della mia idea. […]
Mi balenò in mente un’idea
nuova: e se avessi congelato l’acqua e osservato i cristalli? […]
Giunsi, così, ad avanzare
un’ipotesi:” L’acqua mostra cristalli di forme diverse a seconda
dell’informazione che ha ricevuto”. […]
Per provarlo, misi dell’acqua
in due bottiglie di vetro. Su una bottiglia incollai un’etichetta con su
scritto “grazie” e sull’altra un’etichetta con la parola “sei uno stupido”, in
modo che l’acqua potesse “leggerle”. L’acqua era la stessa in entrambe le
bottiglie. Poi, congelai l’acqua di ciascuna bottiglia.
I risultati furono più che
incoraggianti: l’acqua con la scritta “grazie” formò bellissimi cristalli
esagonali, mentre l’acqua con la scritta “sei uno stupido” presentava solo
frammenti di cristalli. […]
Verificammo, infatti, che
l’acqua rispondeva alle parole positive formando bellissimi cristalli. Questi
si aprivano come fiori, quasi a voler esprimere la loro gioia. Di fronte a
parole negative, invece, non formavano alcun cristallo. […]
Nel corso delle mie ricerche,
divenne evidente che la qualità dell’acqua migliora o peggiora a seconda
dell’informazione che riceve. Questo mi indusse a credere che anche noi esseri
umani veniamo influenzati dalle informazioni che riceviamo, perché il corpo di
un adulto è composto per il 70% di acqua. […]
Dato che la qualità dell’acqua
migliora o peggiora secondo l’informazione che le viene data, se ne deduce che
noi umani, essendo composti in gran parte di acqua, facciamo bene a esporci
soprattutto a informazioni positive. Se lo facciamo, possiamo guarire mente e
corpo. In caso contraria, rischiamo di ammalarci.
In sostanza, noi siamo acqua. Bevendo acqua buona, ci
manteniamo sani».
Il Cherubao Meravigliao
Il Cherubao Meravigliao
martedì 19 novembre 2019
Il Nuovo fa paura
Socrate, più di duemila anni fa affermava: «Non sono
importati le risposte che trovate, ma le domande che vi fate».
Quanto è difficile spiegare alle
persone cose nuove, parlare di spiritualità, di nuove scienze, di cose diverse
da ciò che sanno ... diverse dal loro vissuto, dalle loro credenze, da ciò che
gli è stato inculcato dai genitori, dalla società, dagli insegnanti. Siamo
imbrigliati nei nostri paradigmi, da sistemi di credenze spesso mai verificate,
mai messe in discussione. Non ci poniamo domande che ci aiutano a riflettere, a
comprendere e ad andare avanti, come: “Chi siamo? Da
dove veniamo? Cosa facciamo qui? Qual è il nostro ruolo? Cosa c’è di buono,
cosa mi vuole comunicare o cosa posso imparare da ciò che mi accade?”
Oppure ci facciamo domande stupide, e a
domande stupide non ci possono che essere risposte stupide.
Crediamo di
essere evoluti, di sapere tutto, in realtà sappiamo quello che ci è stato detto
e insegnato, che è spesso falso e/o datato, ma soprattutto spesso mai
verificato.
Chi sa molto,
in realtà sa di non sapere nulla … siamo agli albori della conoscenza anche se
siamo nel 2019 e la terra esiste da milioni di anni. Siamo restii e ci occorre
tempo per cambiare opinione, per accettare il nuovo, per mettere in discussione
tutto e tutti, per ascoltare persone che ci inviano nuovi messaggi, nuove
teorie, nuove scoperte.
Scoperte che
non dobbiamo accettare passivamente, occorre aprire gli occhi, ascoltare,
verificare … come dice Gesù: «Chi ha orecchie per intendere intenda».
Gli
innovatori vengono spesso, se non sempre, denigrati, derisi, presi per folli.
Quasi nessuno capisce o ammette che essi cercano di portare nuove conoscenze,
nuove consapevolezze, felicità, gioia e una migliore qualità di vita.
Arthur Schopenhauer: «Ogni cosa, prima che sia riconosciuta,
passa attraverso tre stadi. Nel primo è derisa. Nel secondo è osteggiata. Nel
terzo è considerata ovvia».
Il Cherubao Meravigliao
sabato 16 novembre 2019
Da: 101 Storie Zen - Una tazza di tè.
«Nan-in, un maestro giapponese dell'èra Meiji (1868-1912), ricevette la visita di un professore universitario che era andato da lui per interrogarlo sullo Zen.
Il
mio scopo è quello di liberarci dalle catene mentali che ci tengono prigionieri
fin dalla nascita.
«Nan-in, un maestro giapponese dell'èra Meiji (1868-1912), ricevette la visita di un professore universitario che era andato da lui per interrogarlo sullo Zen.
Nan-in servì il tè. Colmò la tazza
del suo ospite, e poi continuò a versare.
Il professore
guardò traboccare il tè, poi non riuscì più a contenersi. «È ricolma. Non ce
n'entra più!».
«Come questa
tazza,» disse Nan-in «tu sei ricolmo delle tue
opinioni e congetture. Come posso spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua
tazza?».
Il Film
Matrix non è
solo un bel film di fantascienza, infatti dietro la finzione scenica spinta
all’esasperazione c’è un’esortazione a liberarci dai preconcetti, dai
pregiudizi e condizionamenti, dalle regole del sistema che ci rendono schiavi e
ci fanno vivere in una realtà fittizia. Ci invita a svegliarci e finalmente
diventare uomini liberi.
Neo dorme, ma in realtà è la sua coscienza, la
sua essenza, che dorme. Questo è lo stato in cui noi tutti ci troviamo
all’inizio del nostro cammino, della nostra ricerca. Pensiamo di essere svegli
perché il nostro corpo è sveglio, ma in realtà dormiamo. Siamo troppo
identificati con il mondo che ci circonda, con le nostre convinzioni, con ciò
che ci hanno detto, con la nostra rabbia, con le nostre paure, con la smania di
approvazione, di successo e di potere. Siamo pieni di preconcetti, di opinioni
sbagliate soprattutto su chi siamo.
Incapaci di assumerci la responsabilità della
nostra vita facciamo sempre le stesse cose e così creiamo una vita sempre
uguale.
Nel film, Neo a un certo punto viene
scollegato dal sistema e comincia il suo percorso, la sua crescita fino a
diventare l’eletto. È ciò che possiamo fare anche noi, non più schiavi della
società, dei condizionamenti, del giudizio altrui, delle regole, riscoprendo
alla fine chi siamo veramente.
Dal Film Matrix:
Morpheus dice a Neo: «Che tu sei uno schiavo Neo. Come tutti gli altri sei nato
in catene, in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha
odore. Una prigione per la tua mente.
Si può uscire da una
gabbia solo se si è consapevoli di vivere in una gabbia.
Il Cherubao Meravigliao
giovedì 14 novembre 2019
La
scienza ora è là, dove da secoli si trovano i mistici.
La fisica
quantistica, la fisica delle possibilità, studia le particelle più piccole
dell’atomo, sostiene che “l’osservatore influenza direttamente il sistema
osservato”.
Chi è l’osservatore? L’osservatore
siamo noi, la nostra coscienza.
Quindi siamo noi gli
unici e soli responsabili di tutto ciò che vediamo, viviamo e sperimentiamo.
Ciò che
immaginiamo in realtà lo siamo o lo diventiamo.
Le nostre credenze, i nostri pensieri, determinano ciò che siamo. Saremo
amati? Avremo successo? Vivremo nell’abbondanza? Saremo felici? Se lo crediamo,
se immaginiamo di esserlo, se viviamo come se lo fossimo, se siamo grati, se
siamo fiduciosi, lo saremo. Tutto dipende da ciò che istalliamo nel nostro
subconscio. Per cambiare la nostra vita è necessario cambiare il nostro
pensiero, girarlo in positivo. Questo non significa non vedere le cose,
significa vedere la soluzione, significa immaginare di avere già ciò che si
desidera!
Sentite con fede
di possedere ciò che desiderate e ringraziate l’universo per questo, e prima o
poi arriverà … per quale strada, non lo so, ma l’universo cospirerà per farci
ottenere ciò che vogliamo e sarà lui a trovare la strada: le vie del Signore
sono infinite.
È fondamentale non lamentarsi e accettare con
serenità e in modo incondizionato ciò che è, ciò che ci accade e nel contempo
focalizzarsi sull’effetto che desideriamo ottenere e l’universo allineerà gli
eventi in modo da condurci a quell’effetto.
L’accettazione è un atteggiamento che
dimostra una profonda consapevolezza e non rassegnazione.
Pertanto
occorre prima creare l’effetto desiderato e la causa si manifesterà. L’effetto
precede sempre la causa.
Dal Vangelo
secondo Matteo 7:7: «chiedete e vi sarà dato […] 21:22 tutto
quello che domandare nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà
accordato».
Il Cherubao Meravigliao
mercoledì 13 novembre 2019
Le convinzioni
Quante volte avevo letto che noi siamo gli unici
creatori della nostra realtà, e che il mondo rispecchia ciò che siamo dentro,
ma solo dopo svariati eventi sono riuscito a comprendere questi concetti fin
dal profondo.
Sono le nostre convinzioni più profonde a determinare
la vita che viviamo e i risultati che realizziamo: le nostre convinzioni hanno
il potere di creare e di distruggere.
Nell’arco della nostra vita sviluppiamo un sistema di
convinzioni personali che, nelle maggior parte dei casi, non sono generate da
noi stessi né dalle nostre esperienze, ma sono frutto di ciò che ci hanno detto
i genitori, gli insegnanti, i famigliari, gli amici, i media, la stampa, la
società. Dette convinzioni non sono altro che sensazioni di certezza riguardo a
qualcosa e fungono da filtro a tutte le nostre esperienze, ma soprattutto
determinano i pensieri che abbiamo e le azioni che intraprendiamo nella nostra
vita.
Il nostro potenziale è infinito, pertanto se non
otteniamo dei risultati straordinari dipende proprio da come utilizziamo questo
potenziale e noi lo utilizziamo proprio in base a ciò che crediamo.
Ciò che crediamo sulla vita, su noi stessi, sugli
altri, quale fiducia abbiamo negli altri e nell’opportunità che la vita ci
offre, cosa crediamo di poter fare o non fare, quali paure abbiamo. Pertanto
noi utilizziamo il nostro potenziale in base a ciò che crediamo e di
conseguenza otteniamo risultati che confermano le nostre convinzioni, e più le
confermeremo, più le rafforzeremo.
Le nostre credenze e convinzioni possono essere
cambiate, possiamo sostituire quelle limitanti e improduttive con altre
produttive e utili.
Si può
cambiare, si può ricominciare da zero. Si può scegliere, proprio qui e ora, di
avere pensieri positivi abbandonando i vecchi schemi e le convinzioni negative.
Solo così avremo il potere di creare una nuova vita.
Molti di noi credono che i
nostri pensieri siano il riflesso del mondo esterno, un riflesso di quello che
accade. E se invece l’universo non fosse così? Se fossi tu con i tuoi pensieri
a creare il tuo presente e il tuo futuro?
Il Cherubao Meravigliao
martedì 12 novembre 2019
Metti in
pratica quello che sai, amplia la tua zona di confort:
Per esperienza personale ho constatato che sapere
tante cose serve a molto poco, anzi, a zero.
Certo, il nostro ego ne può essere gratificato, possiamo fare bella
figura con amici, parenti e conoscenti, ma dal punto di vista pratico, se non
applichiamo ciò che sappiamo, nulla cambierà nella nostra vita.
Maxwell Maltz, nel suo libro Psicocibernetica, afferma: «Si possono imparare molte nozioni
leggendo un libro, ma per “trarne esperienza” bisogna rispondere costruttivamente
a esse, perché acquisirle semplicemente è un fatto passivo. L’esperienza è attiva. Quando voi “fate
esperienza” qualcosa accade all’interno del vostro sistema nervoso e nel nostro
cervello».
L’essere umano
tende a evitare i cambiamenti, le situazioni che lo mettono in discussione e a
fuggire da tutto ciò che è nuovo, poiché in queste situazioni ha meno
possibilità di controllare e padroneggiare gli eventi incorrendo nel pericolo
di sbagliare, di fallire, di essere ferito, umiliato e giudicato.
Ma per crescere
dobbiamo uscire dalla nostra zona di
confort, ovvero da quell’insieme di comportamenti, di pensieri, di abitudini,
di luoghi, di persone e attività, che ci danno sicurezza perché conosciuti.
Quando siamo all’interno della nostra zona di confort ci sentiamo al sicuro,
come se fossimo in un’area protetta, mentre quando ne usciamo proviamo una
situazione di disagio, di incertezza.
Dobbiamo
sconfiggere le nostre abitudini.
Tendiamo a
ripetere come fotocopie le nostre giornate: così passano settimane, mesi, anni.
Per apprendere dobbiamo necessariamente uscire dalla zona di confort, esplorare
nuove possibilità, accedere a nuove informazioni, sviluppare nuovi schemi di pensiero.
È solo nel
disagio che c’è la crescita, che si imparano cose nuove ed è solo convivendo con
questo disagio iniziale che si famigliarizza con esso e a poco a poco ciò che
era nuovo, che ci infastidiva, che ci dava insicurezza, entra a far parte della
nostra zona di confort, ampliandola.
Il Cherubao Meravigliao
Il Cherubao Meravigliao
lunedì 11 novembre 2019
Buongiorno:
ho intenzione di scrivere un nuovo libro per ampliare, approfondire e migliorare ciò che ho scritto nel mio primo libro: "Tutto ciò di cui ho bisogno è già dentro di me!"
Pertanto pubblicherò in questo "Blog" le mie nuove ricerche, gli approfondimenti, i miei pensieri, i Vostri commenti e suggerimenti … per poi riunire tutto nel mio secondo libro.
ho intenzione di scrivere un nuovo libro per ampliare, approfondire e migliorare ciò che ho scritto nel mio primo libro: "Tutto ciò di cui ho bisogno è già dentro di me!"
Pertanto pubblicherò in questo "Blog" le mie nuove ricerche, gli approfondimenti, i miei pensieri, i Vostri commenti e suggerimenti … per poi riunire tutto nel mio secondo libro.
Il Cherubao Meravigliao
domenica 10 novembre 2019
INTRODUZIONE
Ero confuso e cercavo risposte alle grandi domande della vita. Chi siamo? Perché siamo qui? Dove andiamo?
Durante i miei primi 40 anni avevo letto pochissimi libri e spesso solo per obblighi scolastici. Un giorno, e credo che nulla avvenga per caso, mentre passeggiavo per Roma, vidi esposto nella vetrina di una libreria un volume che colpì la mia attenzione: Come Trattare gli Altri e Farseli Amici di Dale Carnegie. Lo acquistai e lo lessi immediatamente.
Non fu tanto questo libro in sé, ma la consapevolezza che non esistevano solo libri scolastici e romanzi, ma anche una vasta letteratura destinata alla crescita personale e spirituale: così negli anni novanta, cominciò il mio studio e la mia ricerca. Da allora amo la lettura, amo la formazione e tutto ciò che ritengo utile per la mia crescita personale e per il viaggio dentro e fuori di me.
«Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta».
Socrate
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