Cerca nel blog

sabato 16 novembre 2019

Da: 101 Storie Zen - Una tazza di tè.

«Nan-in, un maestro giapponese dell'èra Meiji (1868-1912), ricevette la visita di un professo­re universitario che era andato da lui per interrogarlo sullo Zen.

Nan-in servì il tè.  Colmò la tazza del suo ospi­te, e poi continuò a versare.

Il professore guardò traboccare il tè, poi non riuscì più a contenersi. «È ricolma. Non ce n'entra più!».

«Come questa tazza,» disse Nan-in «tu sei ricolmo delle tue opinioni e congetture. Come posso spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua tazza?».

 
     Il mio scopo è quello di liberarci dalle catene mentali che ci tengono prigionieri fin dalla nascita.

Il Film Matrix non è solo un bel film di fantascienza, infatti dietro la finzione scenica spinta all’esasperazione c’è un’esortazione a liberarci dai preconcetti, dai pregiudizi e condizionamenti, dalle regole del sistema che ci rendono schiavi e ci fanno vivere in una realtà fittizia. Ci invita a svegliarci e finalmente diventare uomini liberi.

Neo dorme, ma in realtà è la sua coscienza, la sua essenza, che dorme. Questo è lo stato in cui noi tutti ci troviamo all’inizio del nostro cammino, della nostra ricerca. Pensiamo di essere svegli perché il nostro corpo è sveglio, ma in realtà dormiamo. Siamo troppo identificati con il mondo che ci circonda, con le nostre convinzioni, con ciò che ci hanno detto, con la nostra rabbia, con le nostre paure, con la smania di approvazione, di successo e di potere. Siamo pieni di preconcetti, di opinioni sbagliate soprattutto su chi siamo.   

Incapaci di assumerci la responsabilità della nostra vita facciamo sempre le stesse cose e così creiamo una vita sempre uguale. 

Nel film, Neo a un certo punto viene scollegato dal sistema e comincia il suo percorso, la sua crescita fino a diventare l’eletto. È ciò che possiamo fare anche noi, non più schiavi della società, dei condizionamenti, del giudizio altrui, delle regole, riscoprendo alla fine chi siamo veramente.

      Dal Film Matrix: Morpheus dice a Neo: «Che tu sei uno schiavo Neo. Come tutti gli altri sei nato in catene, in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore. Una prigione per la tua mente. 

      Si può uscire da una gabbia solo se si è consapevoli di vivere in una gabbia.

                                                                  Il Cherubao Meravigliao


 

Nessun commento:

Posta un commento